America's chronicles

Hi guys!
Very long long time without posts. After came back in Italy I had few spare time to write something .
But I want to finish my memories, ehm…. sorry…, chronicles about our american trip. So I completed some of them and here you can find a brief overview if you want to check them:

11th-12th: Atlanta – Stone Mountain Park
13th: Niagara Falls
15th: Montreal
17th: NYC (the Brooklyn Bridge)
18th: NYC (Mahanattan Downtown)
19th: NYC (Empire State Building)
20th: Philadelphia
21th: NYC (Central Park – Yankees Stadium)
22th: NYC (Harlem)
23th: towards Italy…

They need some photos, but I have about 9000 to choose! Please be patient and I will put many beautiful pictures.

See you soon!

Go Yankees Go!

Sabato mattina, splendida giornata di sole, quale momento migliore per esplorare Central Park?

E’ difficile descrivere in maniera adeguata la bellezza di questo parco. Nel pieno centro di una città moderna e ricolma di grattacieli come New York, si cela questo meraviglioso rettangolo (gli americani le cose le fanno mooolto precise) di natura. La sua estensione (ben 3,4kmq!) lo rende un’oasi adatta a qualunque esigenza: si trovano laghi artificiali pieni di uccelli (per gli appassionati di birdwatching), piste cicliabili e corsie per
il jogging, sterminati prati pieni di gente impegnata a godersi un po’ di relax, e persino uno zoo.
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La gomma del ponte

Colazione in America non è propriamente salutare (french toast e patatine sembrano un classico del breakfast da queste parti) e l’italiano all’estero trova difficile far accettare al proprio stomaco un litro di caffè come l’equivalente in caffeina di un nostro expresso.
Qualcuno si rifocilla da Starbucks, nota catena di caffè sparsi in tutto il mondo, giusto per trovare un cappuccino senza troppoe pretese.
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The Big Apple

Il 16 Luglio lasciamo Montreal e il Canada con un po’ di tristezza nel cuore.
La città, in particolare, ci ha lasciato dentro la voglia di vivere e di divertirtsi tipica delle città europee e qualcuno si è decisamente innamorato della cordialità, del calore e, perchè no, anche della bellezza delle fanciulle, che ricordano più quella francese ed europea, che non le brutture americane.

Ma il nostro viaggio non è ancora finito: la grande Mela ci aspetta.

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I have a dream…

Era il 1963, una giornata calda come non poche a Washington DC.
Davanti a una folla di migliaia di persone di colore, Martin Luther King pronunciava il suo più famoso discorso:

Io ho un sogno, che un giorno sulle rosse colline della Georgia, i figli di coloro che un tempo furono schiavi e i figli di coloro che un tempo possedettero schiavi, sapranno sedere insieme al tavolo della fratellanza.. Io ho un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una azione nella quale non saranno giudicati per il colore della pelle, ma per le qualità del loro carattere. Io ho un sogno oggi!

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