SPQR vs AllStars: 2-3

Purtroppo le belle prestazioni del primo girone non sono state confermate nel secondo, e i sogni di approdare ai quarti si sono sciolti come neve al sole.
Le combinazioni degli incroci avevano dato vita a questo girone:

  • GermanTeam
  • UT Austin
  • Baby Tigers

La prima arrivò quarta l’anno scorso, dopo aver vinto con notevole successo l’edizione 2004. Scontata la loro vittoria.
Un po’ meno il risultato finale: un 10 a 0 che rimarrà un’onta per la nostra squadra. Il “cappotto” diventa ancora più caldo se si analizza come si è arrivati a ciò.
Qualche problema di calibrazione, errori nel codice, ancora in sviluppo e qualche disorganizzazione generale, ed ecco servita la ricetta perfetta per la disfatta.

Ma l’orgoglio essepiquerrino è ben lungi dall’essere domo. Al bando le uscite, sono rimandate tutte le bevute serali, la squadra si chiude in ritiro notturno.
Non si dorme fino a risoluzione dei problemi.
E’ ormai ora di colazione, quando finalmente si riesce a risolvere alcuni bachi macroscopici e una serie di altri minori.
Siamo ormai pronti per entrare in campo.

Ma evidentemente non è l’anno giusto. Una serie di decisioni arbitrali sfavorevoli e un palese problema di localizzazione, decidono le sorti dell’SPQR contro UT di Austin, Texas: 5-0 e tutti a casa.
Purtroppo la matematica impedisce qualsiasi sogno o speranza ed è così che si arriva alla partita conclusiva con una profonda frustrazione e svogliatezza.
Contro i BabyTigers di Osaka a poco valgono gli ultimi tentativi, 3-0 finale che non lascia adito a giustificazioni.

Con un passivo di 20 reti subite e solo 7 fatte, la RoboCup 2007 si rivela un autentico fallimento.
Ormai rimane solo un’ultima chance di uscire a testa alta: la challenge dei passaggi.
Al termine delle competizioni si svolgono le “challenges”, gare speciali in cui le squadre sono chiamate a risolvere problemi avanzati.
Quella dei passaggi prevede che 3 robot si scambino la palla in maniera coordinata.

Si decide di impegnarsi al massimo su quest’ultimo sforzo finale. Un’altra nottata in bianco per preparare il codice, con rari gesti di affiatamento.
Sembra davvero possibile riuscire a realizzare l’impresa.
Purtroppo la dea bendata sta guardando altrove. Neanche le correzioni dell’ultimo minuto impediscono la sciagura: per un errore di progettazione al primo passaggio i robot rimangono incastrati in una situazione di stallo che non si risolve per tutti i 2 minuti della durata della challenge.

La squadra è veramente sconsolata, e alcuni sono decisamente frustrati dai pessimi risultati ottenuti. A poco vale ripromettersi di far meglio l’anno prossimo, il lavoro di un anno si dissolve come una nube di fumo.

E così termina anche quest’anno la RoboCup. Tutto è ormai rimandato all’anno prossimo. Destinazione: Suzhou, Cina.

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