Miserabili

Siamo un mondo in crisi. Continuano a dircelo un po’ da tutte le parti. La crescita faticosamente riprende, ma ancora le persone non la vedono.
Siamo prigionieri di proclami che ci dicono di essere ottimisti, di politici che ci sorridono, per poi rubarci la dignità di essere liberi pensatori.

In mezzo alla desolazione del pensier comune, una cosa mi ha colpito, con la forza di una verità sconvolgente.
Siamo in crisi, ma non è detto che si debba arrendersi.

miserabile amica1 Miserabili

Più o meno è questo il succo dello spettacolo di Marco Paolini, andato in onda su La7 due giorni or sono. Uno spettacolo incentrato sull’illusione del libero mercato, dell’economia galoppante, della rincorsa al consumismo.
Con il suo fare ironico e un po’ beffardo, Marco Paoloni ha provato a farci capire che tutto sommato, la crisi non è la ragione principale per cui ci sentiamo un po’ “miserabili”.

Il miserabile è colui che perde la speranza, che si rassegna all’inevitabilità delle cose, senza provare a lottare per cambiare ciò che non va.
La crisi certamente ci fa perdere la fiducia, nelle istituzioni, nell’economia, nelle piccole cose di tutti i giorni. Però quello che non fa è toglierci la nostra voglia di opporsi, di lottare per ri-emergere dal fondo del lago.
Si deve essere ottimisti? Certo, ma non come qualcuno che demagogicamente fa proclami sul “tanto va tutto bene, chi dice il contrario dice una bugia”. L’ottimismo non è un atteggiamento passivo, non bisogna aspettare sul bordo del fiume.
Vogliamo che le cose cambino? Dobbiamo essere i primi ad agire in tal senso. Essere ottimisti non basta, occorre rimboccarsi le maniche ed essere artefici del proprio vivere.

Che tutto questo sia stato “rivelato” da uno spettacolo teatrale, è solo un fatto marginale. Avere un cervello significa anche cogliere spunti di riflessione dalle cose più semplici e banali.
E a volte basta un semplice programma televisivo per avere una visione cristallina di verità che, in fondo, sono già sotto la superficie (in)cosciente del nostro pensiero.

Per inciso lo spettacolo è stato eccezionale, e il supporto musicale dei Mercanti di Liquore veramente ben congegnato.
Per non parlare poi della scenografia, i container del porto di Taranto ben inquadravano la sensazione di oppressione, ma al tempo stesso di speranza e possibilità.
Memorabile la definizione del secondo principio della termodinamica:

Il secondo principio della termodinamica è quello che dice che, se hai un acquario e vuoi fare una frittura mista, non è detto che dopo puoi riavere l’acquario

Before the Year ends (have some funny)

First of all, let me wish you Merry Christmas (ok it is not Christmas, but is still kinda you know?):

This video was discovered surfing about another great video, this one:

Watching the first time was absolutely awesome, the second was brilliant, and the third, well, I need to find out more!
Fortunately following the link I stumble upon (sorry -.- ) a video response:

Reading the comments I figure out the whole story behind them. And at last I came here

groupselect Before the Year ends (have some funny)

The moosebutter group ©moosebutter

The moosebutter is a group of 4 acappella boys (read more about them in their website). Corey Vidal (the author of first video) aske them the permission to make a video using Star Wars theme.
After the planetary success (more than 3,000,000 of views), the original performers made the second video as response (render unto Caesar the things that are Caesar’s). That’s all!
[original story]